Stazione Brin
architetto Renzo Piano


Il progetto

Il riutilizzo dell'esistente manufatto della galleria Certosa ha portato ad avere la stazione Brin in posizione altimetrica idonea a proseguire verso Canepari-Rivarolo utilizzando gli spazi concordati con le F.S. del rilevato ferroviario di Campasso Nord
La stazione Brin, pertanto, è realizzata in sopraelevata (fly-over), davanti all'uscita della galleria Certosa e si incunea tra le case del quartiere
Il piano banchina è coperto da una struttura modulare in carpenteria metallica e vetro atta a ridurre notevolmente l'impatto visivo del manufatto
L'incidenza su quest'area di un tessuto edilizio intensivo ha complicato le operazioni di scavo, con paratie tirantate e controventate, che sono state effettuate a "cielo aperto", previa esecuzione di consolidamenti, nello spazio ristretto tra i palazzi e l'imbocco della vecchia galleria Certosa

La localizzazione
L'area localizzata immediatamente al di sotto delle vie di corsa e della stazione è stata destinata alla pedonalizzazione e quindi al transito sia dei passeggeri della metropolitana, sia degli altri abitanti del quartiere
L'area interessata dall'intervento è pertanto attrezzata con verde pubblico, caratterizzato da alberi ad alto fusto che emergono rispetto alla linea dei binari e dei cespugli bassi
L'area pedonabile è costituita da una pavimentazione modulare, scandita dal medesimo ritmo delle strutture portanti del "fly-over"
Le aree immediatamente vicine alla stazione sono pesantemente trasformate e oltre all'intervento di pedonalizzazione, è stata migliorata la viabilità e sono stati creati parcheggi ed aree di sosta per i mezzi pubblici di interscambio; tutto ciò nel rispetto delle esigenze reciproche sia dei passeggeri della metropolitana sia degli abitanti del quartiere
Nell'intervento si è dato particolare risalto alle esigenze dei disabili, cercando anche di rendere il più possibile fruibili gli spazi interni ed esterni della stazione

  La stazione Brin

La stazione
La stazione Brin, costruita interamente fuori terra con il piano banchina in sopraelevata ed il mezzanino collocato alla quota del terreno, si distingue notevolmente per la realizzazione della scocca di copertura
Essa si estende per tutta la lunghezza della banchina (86,00 mt) ed è costituita da una struttura primaria in centine metalliche, costruite calandrando in forma ellittica profili metallici e praticando su di essi fori di alleggerimento e da una struttura secondaria realizzata con tubi di collegamento
Un ulteriore irrigidimento della gabbia metallica è assicurato da una controventatura in barre di acciaio inox
Il tamponamento della scocca è realizzata con cristalli stratificati antisfondamento (2,40 x 0,60 mt), disposti sovrapponendo l'estremità di un pannello a quella del pannello precedente, così da ottenere una buona aerazione dell'interno
La copertura, al centro, per una larghezza di tre metri e per tutta la lunghezza, non è provvista di cristalli, sia per consentire la ventilazione che per annullare la possibile sovrappressione prodotta dal movimento dei treni