Stazione Corvetto
architetto Maurizio Varratta
 
Piazza Corvetto

Inquadramento ambientale
La stazione di Corvetto, unitamente a quella di De Ferrari, rappresenta il punto di maggior penetrazione nel centro cittadino del tracciato della metropolitana
La piazza dalla quale questa stazione prende il nome è considerata una delle più belle non solo di Genova ma d'Italia per i suoi scorci prospettici, per la ricchezza dei palazzi che la circondano e per le ampie isole di verde che ospita
Rappresenta inoltre un importante e trafficato nodo stradale che mette in connessione Brignole, Carignano, De Ferrari, Portello e la Circonvallazione a monte
La stazione di Corvetto si collega da una parte con De Ferrari e dall'altra con Brignole; il percorso tra De Ferrari e Corvetto sfrutta ancora parzialmente il tracciato delle esistenti Gallerie delle Grazie e sfocia poi, in corrispondenza di Galleria Mazzini, in una galleria ad un unico fornice di nuova costruzione che arriva fino alla stazione
di Corvetto

Localizzazione
La scelta della localizzazione della stazione in via SS. Giacomo e Filippo nasce, anche qui, da una valutazione fatta sul vantaggio di intervenire in un punto nevralgico della città, con un minimo impatto ambientale e sulla viabilità cittadina
L'intervento interessa l'immobile attualmente bisognoso di manutenzione che segue l'andamento dell'ex bastione dell' Acquasola, proprietà del Comune di Genova, e che è oggi una cornice obsoleta per un parco anche storicamente così importante
La possibilità di recuperarne una parte come accesso alla stazione della metropolitana ha di fatto convinto sia per la particolare agevolezza di un atrio alla quota della strada, sia per la grande disponibilità di spazio occupabile a livello del parco dell'Acquasola da cui si potrebbero impostare gli scavi e situare l'impianto del cantiere.
Nonostante via SS. Giacomo e Filippo sia leggermente defilata dal centro di piazza Corvetto e non risulti essere oggi un luogo di grandi potenzialità a livello di collegamenti pedonali; in futuro, grazie al flusso di utenti della metropolitana che uscirano a Corvetto, si potrà chiudere l'anello che lega via XX Settembre e via XII Ottobre con via San Vincenzo, prospettiva questa di grande valore urbanistico per la città
L'occasione quindi che si presenta è non solo quella di agevolare di molto la fase cantieristica, ma anche quella di restituire alla città uno spazio vitale e dinamico a completamento dell'asse viario

  Rendering degli interni della Stazione Corvetto realizzata dall'architetto Maurizio Varratta


Il bacino di utenza

Alla luce di quanto appena detto si comprende come il bacino di utenza della stazione sia molto vasto e comprenda un complesso di differenti fruitori che gravitano sulla stazione e che possono essere suddivisi nelle seguenti zone:
o aree con vocazione prevalentemente residenziale
(Circonvallazione a monte)
o aree con tradizione commerciale
(Via Roma, Galleria Mazzini, Salita Santa Caterina, Piccapietra)
o aree con destinazione a terziario (uffici di Piccapietra)

Il progetto
Come già accennato il progetto nasce dall' interazione con un manufatto adibito in prevalenza a spazi commerciali del quale si mantiene il ritmo, ma di cui si cerca di rivalutare il carattere
L'accesso alla metropolitana si esprime attraverso una grande vetrata, come un filtro tra la città e i suoi spazi pubblici "interni", i rivestimenti esterni poi restituiscono un ordine ed una "contemporaneità" oggi del tutto inesistenti; risulta pertanto un intervento minimale, di basso impatto ambientale e leggibile come pulizia e riorganizzazione di una struttura esistente
La connotazione più importante del progetto è dovuta alla presenza di un atrio luminoso, posto alla stessa quota e direttamente comunicante con la strada pubblica, condizione questa mai riscontrabile nelle altre stazioni sotterranee della metropolitana genovese
L'atrio di accesso si connette al mezzanino attraverso un "pozzo" a pianta regolare dove sono posizionate le scale mobili e gli ascensori; esso è concepito come un grande spazio dove l'elemento legante è la luce naturale che illumina l'atrio attraverso l'ampia vetrata di comunicazione con la strada pubblica ed irrora il "pozzo" e l'accesso al mezzanino attraverso un grande lucernario posto sulla sommità, alla stessa quota del parco dell'Acquasola